SuperLega Credem Banca
I temi della puntata di After Hours: la Polonia aspetta Leon, Placì si prepara a Catania, Pace vuole più campo

Il futuro di Wilfredo Leon in Polonia, la prossima avventura di Camillo Placì alla Saturnia Acicastello, la voglia di campo dei giovani dei top team di Superlega, la sfida di Supercoppa di A3 fra Palmi e Mantova, ma anche le frontiere della performance performance sportiva. Sono stati questi i temi principali di After Hours – La Superlega di notte, il talk trasmesso in diretta ieri sera sulla pagina Facebook e sul canale Youtube di Lega Pallavolo Serie A, con Andrea Zorzi, Andrea Brogioni e i protagonisti della Serie A Credem Banca.

Ospiti della trasmissione sono stati Domenico Pace (Itas Trentino), Camillo Placì (Saturnia Acicastello), Wilfredo Leon (Sir Susa Vim Perugia), Mario Salvini (Gazzetta dello Sport), Peppino Carbone (Omifer Palmi), Riccardo Scaltriti (Gabbiano Mantova) e Stefano Locatelli, alias Loca DJ, che ha scelto una canzone da dedicare ai successi di Palmi: ‘Urlando contro il cielo’ di Ligabue.

A questo link è possibile rivedere la puntata completa
https://www.youtube.com/live/pBli9J6hLmI?feature=shared

 

DOMENICO PACE (ITAS TRENTINO)

I LIBERI DI PUGLIA – “È curioso vedere tanti liberi pugliesi o comunque del Sud. Con Laurenzano siamo diventati come due fratelli dopo la prima settimana. Durante la partita gli faccio complimenti, gli do dei consigli e a volte lo rimprovero”.

L’ALTERNANZA NEL RUOLO – “Credo che bisogna fare il meglio per la squadra. A me non piace tantissimo la tendenza a usare due liberi nelle fasi di ricezione e difesa, perché si perde il ritmo del gioco. Ma è chiaro che si fa quello che serve alla squadra. Ci sta trovarsi meglio in difesa che in ricezione, per questioni di freschezza e rapidità”.

ACQUARONE E SBERTOLI – “Acquarcone? Non mi aspettavo che reggesse così bene il livello sin da subito. Ma conosciamo il suo valore e vediamo il lavoro che fa in allenamento. Sbertoli lo vediamo bene, è sempre presente agli allenamenti. Ci dovesse essere una telecamera su di lui, lo coglierebbe sempre intento a urlare e spronarci”.

LA PAUSA PRIMA DEI PLAY OFF – “Abbiamo fatto tre sedute di pesi per sfruttare al meglio la settimana lunga. Poi abbiamo spinto sul gioco gli ultimi due o tre giorni, per essere pronti al ritorno in campo. Ci ‘legniamo’ sempre, in ogni allenamento, anche noi della ‘squadra B’ vogliamo sempre vincere”.

IL LIBERO DI RIFERIMENTO – “Cavaccini mi ha aiutato tantissimo a crescere, sia dal punto di vista tecnico sia mentale. Il mio riferimento è lui”.

IL FUTURO – “Vorrei trovare una squadra dove giocare. Ora pensiamo ai Play Off, alla Semifinale e alla Finale, e poi alla Champions”.

I PREGI DI LORENZETTI E SOLI – “Angelo è bravo a lavorare con i giovani, riesce a capire subito come comportarsi con chi ha di fronte. Fabio ti dà subito fiducia e ti fa esprimere il meglio senza eccessive pressioni”.

 

 

CAMILLO PLACÌ (FARMITALIA CATANIA)


SU CACHOPA – “Penso che quest’anno sia stato il miglior palleggiatore della Superlega, la marcia in più di Monza è partita da lui. E’ stato bravo a tenere alto il gioco della squadra in tutta la stagione. Mi piace la sua capacità di gestire primo tempo e pipe. Regge bene le bocche di fuoco della squadra, le organizza bene. È un giocatore preciso. Monza deve dire grazie alle sue mani”.

L’ALTERNANZA DEI LIBERI – “Ho allenato liberi di assoluto livello mondiale e tutti preferivano fare ricezione e difesa. Quando ho alternato, è stato per questioni di necessità, nello specifico un problema fisico”.

L’ATTESA PER I PLAY OFF – Tra l’idea di perdere il ritmo partita e il riposare per allenarsi bene, se ho la squadra che sta bene fisicamente, preferisco giocare subito. Se devo recuperare uno-due giocatori, meglio riposare. Non giocare partite ufficiali per qualche giorno dà qualche problema, almeno da quanto ho potuto verificare nei tanti Play Off giocati con le mie squadre”.

SULL’ELIMINAZIONE DI CIVITANOVA E DI PIACENZA – “Il valore di Monza e della Lube non è molto diverso. Mi sono stupito per la rimonta, ma Monza ha raccolto quello che ha seminato. La Lube invece è stata incostante. Ha giocato partite di alto livello, soprattutto in Champions, però le è mancata la continuità di gioco e di uno starting six solido che migliorasse nel corso delle partite. Blengini ha dovuto spesso inventarsi formazioni nuove. Monza ha giocato da squadra sin dall’inizio. Su Piacenza-Milano, dico che Milano continua a giocare con una voglia di ‘mangiare’ questa palla, di attaccarsi al parquet, di non mollare, è un habitus di questa squadra. Lube e Piacenza hanno pagato la mancanza di continuità nei momenti importanti, già prima dei Play Off”.

I PASSI IN AVANTI – “Dall’inizio della stagione, Milano è la squadra che ha fatto più progressi. È partita male, con problemi e allenatore messo in discussione. Ora vince e continua a giocare bene. Anche Perugia sta trovando una stabilità. Poi avendo giocatori forti al servizio, è la squadra che più di altre rompe la partita”.

SU ACQUARONE – “Qualcosa di simile è successo nell’ultimo anno in Bulgaria, dove ho vinto la Supercoppa giocando con il secondo palleggiatore e in finale di Coppa, dove ho cambiato la diagonale palleggiatore-opposto rimontando da 0-2. Credo che sia meglio avere due bravi palleggiatori.

LA “FAME” DI CAMPO DEI GIOVANI – “I giovani sono spesso condizionati da alcuni fattori, in primis l’essere in Superlega e l’essere in un grande team. Però, secondo me, una volta che si è assaggiato il piatto, bisogna cambiare il ristorante. Soprattutto un libero. Un libero giovane deve avere fame. E deve fare ‘chilometri’. Quando deve ricevere, un libero impara a gestire la linea di ricezione, capire che spazi e responsabilità prendersi. Sono cose che migliori solo in campo, non esultando dalla panchina”.

SU NIKOLOV – “La pallavolo bulgara non ha tanti giocatori, non una grande organizzazione come quella di alcuni club. Ma c’è una buona organizzazione di base tecnica, con bravi allenatori, e idee chiare sul percorso da fare nelle under. Non c’è solo la ricerca del risultati. Ad esempio, ho visto più centrali giovani battere forte in salto in Russia e Bulgaria, che non in Italia, o che sanno anche ricevere”.

LA NUOVA SFIDA DI CATANIA – “Sono contento di poter tornare sui campi. La mia è stata una stagione travagliata, ma ad agosto sarò pronto. Catania mi aveva cercato anche in SuperLega. Mi piace come realtà, c’è stata la grande pallavolo, c’è voglia di pallavolo, c’è una buona struttura societaria, una bella organizzazione. Ciò che mi ha più colpito è che, dopo la retrocessione, non hanno fatto la caccia alle streghe ma si sono interrogati su come costruire una squadra che potesse tornare subito in Superlega”.

SU LORENZETTI E L’AMBIENTE DI PERUGIA – “In passato io ho avuto presidenti ‘effervescenti’, facili a esaltarsi o demoralizzarsi. Angelo è una persona che ha una chiave per entrare nel cuore delle persone. Ho avuto la fortuna di conoscerlo quando girava l’Italia a selezionare i giocatori per le giovanili. Conosco da tempo anche Soli, iniziò con noi a Modena, ha fatto nel corso di questi anni tante cose importanti in piazze diverse, vincendo spesso. Ha una grande capacità dialettica, persuasiva, di rapporti umani”.

SU LEON E LA GESTIONE DELLE TENSIONI – “Abbiamo giocato tante volte contro Leon, lo conosco da quando ha iniziato a giocare in Nazionale. I momenti di tensione ci sono sempre, ognuno le affronta in base alle sue caratteristiche. Nove volte su dieci riesci ad affrontarli, Leon è un campione anche da questo punto di vista”.

 

WILFREDO LEON (SIR SUSA VIM PERUGIA)

SU MILANO E LE FRASI DI PIAZZA – “Milano come al solito non molla mai, dà sempre il massimo. Noi abbiamo combattuto fino alla fine. Sono felicissimo, sono stato poco in campo cercando di dare una mano alla squadra. Piazza e il mio servizio? Quando ci siamo affrontati in nazionale, mi aveva detto: ‘Fai piano, ti prego’. E ho risposto: ‘Farò solo il mio lavoro’”.

SULL’INFORTUNIO DI QUEST’ANNO – “Non è stato il più lungo della mia carriera. Mi è capitato di star fuori anche sei mesi. E quando ho aspettato quasi due anni, per tornare a giocare, in una situazione di altro tipo. Comunque, in questi mesi sono stato messo al massimo delle possibilità. Non è facile stare fuori o allenarti senza toccare la palla. Posso dire che l’attesa è stata lunga ma l’importante è avere una squadra in gamba e poter dare una mano”.

SUL CARATTERE E LA GESTIONE DELLA ‘RABBIA’ – Ci sono tante cose che mi fanno ‘arrabbiare’, ma provo a capire come lasciarla all’interno e non farla vedere agli altri. Poi può capitare che sbotto anche io, ma cerco di evitare.

SUL FUTURO – Per questioni personali, essendo attaccato alla mia famiglia, abbiamo deciso di spostarci in Polonia, a casa. Seguo quanto mi hanno insegnato i miei genitori. Di Perugia mi mancheranno le persone che mi sono state vicine dal primo giorno e chi c’è stato nei momenti difficili, dimostrando grande attaccamento.

 

MARIO SALVINI (LA GAZZETTA DELLO SPORT)

LA GESTIONE DELLA TENSIONE – “Credo che nella pallavolo possa aiutare il fatto che sia uno sport di flusso. In altri sport, in cui non tocchi la palla per un po’ di tempo, la tensione ti possa far fare pensieri diversi da quelli che dovresti fare. Difficile arrivare a un confronto ravvicinato, ne ricordo solo uno di Zorzi…”

MARGINI E SFIDE DEGLI SPORT OGGI – “Si è parlato di come la potenza fisica stesse cambiando la natura del gioco, a partire dal fondamentale della battuta. Leon è un grande esempio di atleticità e potenza fisica. Non so se siamo arrivati al picco massimo possibile, ogni tanto online vedo immagini di schiacciatori che arrivano con l’ombelico oltre la rete. In tutti gli sport c’è un nuovo margine cui si tende, una nuova frontiera che è data dalla reattività. Ishikawa è un esempio strepitoso. Non abbiamo mai detto che la copertura è un fondamentale, nella pallavolo moderna dovremmo considerarla il settimo fondamentale. Anche nel calcio, la capacità di reazione a quello che fa l’avversario è sempre più importante. Qui c’è un margine, perché storicamente è stato considerato un qualcosa di istintivo”.

 

PEPPINO CARBONE (OMIFER PALMI)

SUI SUCCESSI IN COPPA ITALIA E SUPERCOPPA – “Siamo fieri di poter dire di aver ottenuto due dei tre obiettivi stagionali, soprattutto al cospetto di squadre come Mantova, da tanti ritenuta la prima della classe”.

CONSIGLI PER BATTERE MACERATA – “Per vincere contro squadre come Macerata, bisogna partire dai fondamentali di squadra. Noi ci abbiamo lavorato molto. Con Macerata, ci siamo guardati in faccia e ci siam detti di voler fare qualcosa di buono. Mantova a livello tecnico si commenta da sola, se è arrivata prima un motivo c’è. Faccio un grande ‘in bocca al lupo’ a Mantova”.

SUI SUCCESSI DEL ‘GIRONE BLU’ – “Mi rendo conto come alla fine, paradossalmente, le squadre nei primi cinque-sei posti, potrebbero arrivare a conquistare una Finale. Del girone bianco abbiamo affrontato Mantova, che ha messo in evidenza tutti i suoi punti di forza. La fisicità di aiuta a togliere le castagne dal fuoco, ma la tecnica serve sempre per far quadrare i conti. Si cerca il giusto mix”.

 

RICCARDO SCALTRITI (GABBIANO MANTOVA)

 SUL MATCH DI SUPERCOPPA – “Per noi è stata una partita dai due volti. Ci siamo trovati di fronte un avversario temibile, che giocava in casa, con enormi certezze e qualità fisiche e tecniche, sicurezze che si sono costruiti con pieno merito. Siamo usciti a testa alta, considerato il nostro periodo, a partire dall’organizzazione del viaggio. Abbiamo perso contro la squadra più in forma di tutta la Serie A3”.

SU MACERATA – “Non abbiamo ancora studiato a fondo Macerata, anche perché l’impegno di Supercoppa ci ha preso più energie di quanto pensassimo. Ora inizia la full immersion verso questo importantissimo Spareggio Promozione. In ogni percorso ci sono tanti retroscena, noi abbiamo avuto tanti infortuni. Sul fare squadra, credo che sia sempre giusto sottolinearlo, e sarà la squadra a fare la differenza anche con Macerata”.

LA FISICITA’ DEL ‘GIRONE BLU’ – “È l’antitesi del girone bianco, c’è grandissima differenza dal punto di vista fisico. Il nostro credo è più tecnico-tattico e legato alla pulizia di situazioni ‘sporche’. Squadre come Palmi in alcune situazioni sono molto più fallose, ma che con la loro fisicità sono molto più definitive. Vedremo se riusciremo a trovare soluzioni alternative per il prosieguo di questo percorso”.